
- Introduzione
L’esposizione è una delle fasi del processo fotografico; in particolare, è quella fase che consente di dosare la quantità totale di luce che arriva sul sensore/pellicola attraverso l’obiettivo. L’aggettivo “totale”, è giustificato dal fatto che la luce può essere sia quella dell’ambiente, sia quella del flash.
Spesso si sente parlare di foto “sovraesposta” o “sottoesposta”, senza afferrarne completamente il significato. Vedremo meglio in seguito il significato dei termini “sovraesposizione” e “sottoesposizione”, per ora accontentiamoci di sapere esporre il nostro fotogramma in base a quello che vogliamo ottenere, consentendo ad es. di avere il soggetto della tonalità desiderata, oppure evitare bruciature indesiderate nelle alte luci significative, oppure chiusure totali nelle ombre, oppure ottenere un negativo il più possibile dettagliato.
Vediamo subito un esempio concreto. Ecco cosa succede scattando una fotografia notturna di questo soggetto secondo quanto suggerito dalla fotocamera. Abbiamo una chiara sovraesposizione del soggetto, e quindi di tutta la foto.

Sovraesposizione con esposimetro Matrix in automatico, nessuna correzione.
Più avanti vedremo il motivo di tale sovraesposizione.
Il problema non è conservare i dettagli perchè questi sono importanti sempre e comunque. Anzi, spesso si cerca appositamente la mancanza di dettaglio in alcune aree del fotogramma, è una legittima scelta del fotografo. In effetti la previsualizzazione consiste proprio nell’avere chiaramente l’idea di come sarà la stampa finale, e quindi esporre di conseguenza, sacrificando già sul campo dettagli che comunque non dovranno essere visibili sulla stampa finale.
In generale, è importante capire il valore di ottenere un negativo il più possibile dettagliato, perchè se si perdono a causa di un’esposizione non accorta, è poi impossibile ricrearli dal nulla. Ad esempio, chiudendo totalmente un’ombra a causa di un’esposizione non corretta, il dettaglio nell’ombra (se è nostra intenzione recuperarlo) non si recupera. Lo stesso avviene con le alte luci.
- L’esposimetro
Per capire i concetti che stanno alla base dell’esposizione, immaginate di voler bere, e che la luce sia l’acqua, con la quale volete riempire un bicchiere. Intuitivamente, se ne versate poca non vi disseterete, se ne versate troppa la sprecherete e la farete debordare dal bicchiere stesso (e magari berrete troppo). La quantità “giusta” è un bicchiere d’acqua. Abbiamo convenuto empiricamente insieme che è facile valutare la giusta quantità da versare, quando dobbiamo riempire un bicchiere d’acqua. Ciò è possibile perche noi disponiamo di due cose:
- uno strumento di valutazione
- la nostra esperienza
Il nostro strumento di valutazione è il cervello. Il cervello comunica al braccio quando è il momento di sospendere l’azione di versare l’acqua. L’esperienza invece consente di adattare il processo di versare acqua in un bicchiere a tutti i tipi di bicchieri.
Per l’esposizione è la stessa cosa, abbiamo a disposizione due cose:
- uno strumento di valutazione
- la nostra esperienza
Parliamo più approfonditamente dello strumento di valutazione, in un prossimo articolo vedremo meglio come usarlo insieme all’esperienza.
Lo strumento di valutazione si chiama “ESPOSIMETRO”, proprio quello presente in tutte le fotocamere, anche le più semplici compatte. Se la fotocamera è regolata in automatismo, l’esposimetro è come se fosse il nostro “cervello” nell’esempio di prima: esso misura e valuta la luce, informando la macchina prima dello scatto se e quando le luce è “sufficiente”.
Possiamo renderci conto della presenza dell’esposimetro guardando nel mirino della nostra fotocamera. Nelle macchine meccaniche analogiche possiamo trovare dei led luminosi, o degli aghi, che misurano la luce in entrata. Nelle macchine più avanzate, sia analogiche che digitali, abbiamo invece nel mirino delle scale LCD che si muovono in tempo reale, tipicamente tra i valori (-2 … 0 … +2,) ad indicare la luce che entra.
“Misurare” la luce con l’esposimetro significa puntarlo contro il soggetto che ci interessa e portare la lettura sullo 0. Questo non esaurisce il processo espositivo, manca la parte dell’interpretazione della misura appena effettuata, lo vedremo più avanti. Qualunque esposimetro indica il valore 0 (zero) quando la luce misurata è secondo lui “giusta”. Cerchiamo di capire meglio cosa significa questa affermazione.
- Misurazione della luce
L’esposimetro misura la luce secondo un ben preciso riferimento, che in gergo fotografico si chiama ”TONO MEDIO”. Il tono medio (detto anche “grigio medio”) è una tonalità nè troppo chiara nè troppo scura, media appunto. Qualsiasi esposimetro valuta e “vede” tutti i toni e colori secondo un valore “medio”. Ovvero, qualsiasi esposimetro ci fornisce misurazioni corrette (“corrette” significa che l’esposimetro sta indicando 0, zero) SOLO se noi misuriamo un colore/tono medio.
Vediamo esempio concreti di tonalità medie:
- erba di prato
- cielo blu
- corteccia d’albero
- pelle abbronzata
- molte rocce
- asfalto consumato
Se misuriamo con l’esposimetro un soggetto di tono NON medio, la misurazione sarà falsata. Infatti, se ad es. misuriamo un soggetto molto scuro, magari in ombra piena (ad es. un gatto nero, o una persona con la pelle molto scura), l’esposimetro tenterà di rendere il soggetto come di tono medio, facendoci “sovraesporre” lo scatto, ovvero rendere il soggetto più chiaro di quanto dovrebbe essere. Il contrario avviene per un soggetto molto chiaro. In quel caso l’esposimetro, il quale “vede” qualunque scena come se fosse di tono medio, non fa altro che riportare il soggetto al tono medio, facendoci in realtà “sottoesporre” lo scatto, ovvero rendere il soggetto più scuro di quanto dovrebbe essere.
Ecco spiegato perchè la foto dell’esempio vista all’inizio dell’articolo è venuta sovraesposta. Lo sfondo nero ed il soggetto relativamente piccolo hanno ingannato l’esposimetro, che ha fatto passare molta più luce del necessario. Ecco cosa succede invece se esponiamo misurando direttamente la statua con l’esposimetro spot:

Esposizione corretta, per soggetto di tono medio.
La statua è di tono medio, ed ora la foto risulta “corretta”, ovvero coerente con la nostra previsualizzazione.
Altro esempio: soggetto molto scuro e contrastato, la nostra previsualizzazione prevede di rispettare l’oscurità del sottobosco e la resa delle foglie in pieno sole; esponendo normalmente in Matrix ed in automatico avremmo questo risultato:

Sovraesposizione con esposimetro in Matrix e nessuna correzione
Soggetto troppo chiaro e molte foglie bruciate. Sottoesponendo di quasi due stop invece, ecco la versione “corretta”.

Esposizione "corretta", quasi due stop sotto il valore in automatico
- Conclusioni
Riassumendo: se misuriamo la luce su soggetti “medi”, la misura è SEMPRE corretta, perchè l’esposimetro è progettato per toni “medi”. La foto sarà correttamente esposta, senza bisogno d’altro. Qualunque esposimetro, anche quello delle fotocamere che costano migliaia di euro, vede il mondo come fosse di tono medio. Ci sono esposimetri sofisticati, che tentano di fare non una semplice misurazione, ma anche operazioni più complesse; in ogni caso, riempiendo ad es. il mirino di qualunque fotocamera con una lavagna nera, magari con poca luce, per quanto sofisticata sia quella fotocamera, la lavagna sarà resa con un bel grigio medio.
E’ la nostra esperienza ed il “ragionamento” (che nessuna macchina sofisticata potrà mai fare) che ci consentirà di riportare la lavagna nera all’essere nera anche in fotografia.
E’ ciò che vedremo più in dettaglio in un prossimo articolo.
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Grazie per la chiarezza.
Continui, perchè è tutto molto interessante.
saluti
Un articolo base dell’esposizione ma personalmente non ho mai letto niente di più chiaro e di facile comprensione i miei complimenti per tutto aspetto con molto piacere i prossimi articoli un Saluto Ciao
Grazie del passaggio
Ciao Andrea.
Volevo un approfondimento sull’argomento della ricercadel tono medio “per sostituzione”, facendo un esempio di ripresa:
Mi trovo a fotografre un soggetto alla cinque del pomeriggio con le spalle rivolte ad ovest in un giorno in cui il celo è parzialmente nuvoloso , quindi in controluce, noto che girandomi verso destra, quindi verso nord, che c’è un bel cielo azzurro (perfetto tono medio) su cui potrei determinare la giusta esposizione misurando in spot, una volta ricavata la triade mi giro verso sinistra e scatto al mia foto.
Sono sicuro che il cielo mi verrà correttamente esposto ma il soggetto sottoesposto.
A questo punto ti chiedo se il tono medio per sostituzione deve essere presente nella scena inquadrata e per quale motivo lo scatto descritto prima mi viene col soggetto sottoesposto.
In un tuo articolo ricordo, ( la donna che sccende un cero) avevi impostato la giusta esposizione calcolandola su un quadro che non era presente nell’inquadratura.
Sull’esempio che ho descritto io perchè questa cosa non funziona, forse perchè la scene sono illuminate da una luce diversa?
So che normalmente avrei dovuto esporre per lo sfondo e illuminare il soggetto con una sottoesposizione del flash di circa due stop.
Saluti
@Felice Falsino: Felice, il tuo soggetto risulterà sottoesposto perchè normalmente il cielo ha una luminosità molto maggiore del tuo soggetto, e quindi basando l’esposizione su di esso non farai altro che ostacolare la corretta resa del soggetto. Se avessi misurato il cielo nuvoloso sarebbe stato anche peggio. In questi casi ci sono due possibilità: schiarire con il flash (se sei abbastanza vicino al soggetto), oppure esporre in luce ambiente SUL soggetto (spot).
La risposta che ti sei dato tu è sostanzialmente corretta, i due soggetti sono in luce differente. Considera che per utilizzare la misurazione per sostituzione occorre occhio ed esperienza, perchè devi saper “vedere” (valutare) la luce con gli occhi. Il quadro e la donna erano nella stessa luce (valutazione “ad occhio”), e quindi ho basato l’esposizione sul quadro. Il tono medio per sostituzione deve essere presente intorno a te, non necessariamente nella scena inquadrata, ma deve essere nella stessa luce del soggetto.
Se hai altri dubbi, chiedi pure.
Ciao.
Andrea.
Ciao Andrea,
ti giungono i miei più sentiti auguri di buone feste!
Ricambio, grazie mille!
Dal memorandum “i compleanni di oggi” del forum NikonClub.it ho appreso del tuo compleanno.
Siccome tu sei una persona gentile e disponibile non potevo esimermi dal farti gli auguri.
Dunque: happy birthday!
Grazie mille Rino!