Fotografia analogica
Il reportage fotografico di una mattinata trascorsa all’interno di una manifestazione contro il muro di separazione tra Israele ed i Palestinesi. Alla fine del reportage cade il muro simbolico eretto nel corso della manifestazione, travolto dalla festosa e pacifica gioia dei dimostranti; vorrei poter pensare che ciò sia possibile anche per il muro di diffidenza ed inimicizia che da sempre divide popoli con ragioni storiche, politiche e culturali contrapposte.
Reportage scattato interamente in analogico, pellicola Rollei Pan 25, esposta a 12 ISO.
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- Introduzione
Per stampa analogica si intende una stampa ottenuta all’ingranditore o per contatto attraverso un negativo. Tratteremo (per brevità, economia, e praticità di utilizzo in ambiente casalingo) le stampa su carta politenata, la baritata richiede investimenti di un certo livello, come attrezzature, ma anche come tempo dedicato a tutto il processo.
Con un minimo di buona volontà ed inventiva, la stampa analogica è un’attività estremamente gratificante, istruttiva, e praticabile all’interno di una comune abitazione domestica. Senza contare l’emozione di vedere comparire gradualmente sotto i propri occhi proprio la foto che volevamo vedere.
Ovviamente non si potrà essere esaustivi, si potrebbe scrivere un’enciclopedia su queste tematiche. Lo scopo è effettuare una panoramica di base, illustrando le tecniche principali e mostrando come applicarle nella pratica pratica in un ambiente casalingo, in modo che sia alla portata di tutti.
Vediamo i materiali che occorrono per effettuare in casa una stampa analogica.
- Materiali ed attrezzature
Ingranditore: è la [... continua ...]
- Introduzione
Ed eccoci finalmente giunti alla parte più interessante, lo sviluppo di un rullo vero. Spero abbiate fatto un pò di pratica secondo le indicazioni date nella puntata precedente, perchè qui si entra nel vivo ed ogni errore si paga con la perdita dei fotogrammi. In realtà vedremo che non è affatto complicato o pericoloso, basta seguire quelle due o tre regole di base e tutto procede senza intoppi, garantito. Inoltre, la soddisfazione di sbirciare attraverso strisciata di pellicola asciutta, e trovarci dopo tanta “fatica” proprio la foto che volevamo noi è veramente impagabile. Bene, iniziamo pure.
– Preparazione della chimica
Saltiamo la parte relativa al caricamento della tank, si svolge in maniera identica a quanto detto nella puntata precedente (che vi consiglio di rileggere in caso di dubbi). Diamo quindi per assodato di avere la nostra tank caricata con due pellicole e pronta per essere riempita di chimica.
La chimica si [... continua ...]
- Introduzione
In questo articolo vedremo in dettaglio il caricamento della tank e gli errori da non commettere e darò il tempo di impratichirsi con rulli di scarto e di fare tutte le domande del caso. Nella prossima puntata affronteremo invece lo sviluppo con la chimica ed un rullo vero.
Prima una cosa importante però, ho dimenticato nella puntata precedente di mettere nella “lista della spesa” un accessorio fondamentale, senza di quello è molto complicato sviluppare un rullo. Si tratta del mitico “estrattore”. E’ molto semplice da usare e costa pochissimo, si trova in tutti i negozi ben forniti, io ho quello della Ilford, credo sia il più diffuso. L’estrattore serve per estrarre la coda della pellicola rimasta all’interno del rullo dopo che l’abbiamo tolto dalla fotocamera, in modo poi da srotolarla con comodo al buio completo. Le istruzioni accluse sono molto chiare, in caso di dubbi chiedete pure; estrarre la [... continua ...]
- Introduzione
Iniziamo una serie di articoli dedicati ad un argomento a me caro, e ad un materiale fotografico affascinante che non smette ancora di stupire, ovvero la “pellicola bianconero”, abbreviata in tutto il resto del tutorial con il termine “B/N”.
Questo tutorial avrà carattere pratico, ed ovviamente data la vastità e complessità della materia (sono stati scritti trattati interi sull’argomento) si toccherà solo la superficie, tenendo presente che in questo campo conta molto più buttarsi e provare direttamente, che leggere interi trattati (che cmq è meglio leggere a fondo dopo essersi buttati a provare).
Moltissimi fotografi nati in tempi moderni col digitale stanno scoprendo la pellicola ed i suoi vantaggi, mentre chi fotograficamente è nato prima, come me, non ha mai smesso di utilizzarla. Il motivo è semplice: basta tenere in mano alcune stampe all’ingranditore e guardarle, per comprendere quanto l’omologazione associata al processo digitale abbia sottratto fascino, emozione e personalizzazione al [... continua ...]
- Introduzione
Con questo articolo affrontiamo il discorso relativo alla pellicola negativa, in particolare quella a colori. Vediamone le caratteristiche principali.
- Caratteristiche
La negativa, come dice il nome, è una pellicola che produce un negativo fotografico che ha bisogno di essere stampato o scansionato (con annessa inversione) per poter essere visionato. A differenza della diapositiva, che è un prodotto finale, la negativa non produce una foto ma un prodotto intermedio, che ancora deve essere finalizzato. Questo è il grande fascino, il grande pregio, ma anche il grande difetto della negativa colore. Che vuol dire tutto ciò? Vediamo meglio.
Io dico sempre che il negativo è come lo spartito, la stampa è l’esecuzione della musica. Nel negativo ci sono (o ci dovrebbero essere) tutti i dettagli della scena inquadrata, sono lì a nostra disposizione, fissati, come le note sullo spartito. Il musicista (lo stampatore) arriva e lo suona (stampa il negativo, o lo scansiona); [... continua ...]


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