- Introduzione
In questa puntata vedremo alcune tecniche utili per ottenere una buona fotografia in B/N, in particolare attraverso l’utilizzo dei filtri. La trattazione è volta ad illustrare delle metodologie per ottenere il cosiddetto “B/N di base”, dal quale poi, tramite opportuni procedimenti di camera oscura/chiara, sarà possibile arrivare alla fotografia finale. La trattazione comprenderà sia la parte analogica, attraverso l’utilizzo dei filtri colorati per differenziare i toni di grigio, sia la parte digitale attraverso l’utilizzo del channel mixer.
Prima di iniziare, una piccola digressione su cosa significa ottenere un “buon B/N”. Messa in questi termini, ovvero come affermazione decontestualizzata ed assoluta, affermare che esiste un “buon B/N” tout court è un’affermazione che ha poco senso.
Cito a tal proposito il maestro Ansel Adams ne “La stampa”: “… In genere si presume che la stampa fine-art abbia una piena gamma di valori, chiara delineazione di forme e texture … ma che catastrofe se [... continua ...]
- Introduzione
La volta scorsa abbiamo introdotto ed analizzato l’approccio di base alla fotografia in B/N, illustrando anche attraverso degli esempi come la previsualizzazione di una scena sia differente secondo la si interpreti con i colori oppure secondo una scala di grigi.
Approfondiamo un pò di più il discorso della previsualizzazione.
- Previsualizzazione
Spesso si scatta perchè colpiti dai colori di una scena, quel tramonto che ci ha tanto incantato, oppure il verde profondo di un prato accostato al blu acceso di un lago ci ha spinto a tirare fuori la fotocamera dalla zaino per fare una foto. Le molle che ci spingono a scattare una fotografia in B/N dovrebbero essere altre.
Il colore è un concetto che non deve esistere nella previsualizzazione B/N, non bisogna farsi influenzare dalla sua presenza sulla scena. Occorre immaginarsi la scena, “previsualizzarla”, tenendo presente forme, linee, equilibri compositivi, luci, ombre, comporre in base a quanto previsualizzato e scattare.
La previsualizzazione [... continua ...]
- Introduzione
Questa serie di articoli è dedicata alla fotografia in Bianconero (abbreviato d’ora in poi con l’acronimo B/N).
Il B/N, oltre a rappresentare la storia e l’origine della Fotografia, ne costituisce l’essenza stessa, esso è (o dovrebbe essere) l’elemento cardine della la cultura visiva di un fotografo o di un qualsiasi appassionato di fotografia.
Saranno presi in considerazione gli aspetti relativi alle varie fasi del processo di produzione di una fotografia B/N, dalla previsualizzazione dello scatto sul campo, alla camera oscura/chiara, fino alla stampa. Prenderò in considerazione sia la fotografia analogica che qualla digitale, cercando di volta in volta di evidenziare analogie e differenze.
L’approccio al solito sarà di tipo meramente pratico, con qualche accenno di teoria solo quando strettamente indispensabile ai fini della comprensione del concetto, per non appesantire e rendere noiosa la trattazione.
- Conversione in B/N
Molto spesso, specialmente da quando il digitale è entrato nel campo della fotografia, si sente dire [... continua ...]
- Introduzione
La volta scorsa abbiamo visto le caratteristiche principali dei vari tipi di inquadratura e la loro relazione ai formati del fotogramma. Abbiamo anche visto come tale formato fotogramma non sia solo fisico, ma possa essere anche virtuale; ciò significa che occorre essere capaci di vedere un formato all’interno di un altro, e tirarlo fuori dopo aver scattato la fotografia. Concludiamo il discorso relativo alla composizione, parlando di inquadrature non convenzionali.
– Orizzonte non parallelo ai lati del fotogramma
Quando l’orizzonte in una fotografia non è parallelo ad uno dei lati del fotogramma, nella maggior parte dei casi viene percepito come un “errore”, il classico “orizzonte storto” che rovina le fotografia.
In realtà si tratta di un equivoco, ed esso nasce proprio dall’aver reso un’assunzione come SEMPRE valida, ovvero:
orizzonte non parallelo (caratteristica) = orizzonte storto (errore)
Un orizzonte inclinato è una delle caratteristiche di [... continua ...]
- Introduzione
Finora abbiamo visto alcuni principi base per impostare uno scatto dal punto di vista della composizione. Ribadiamo che non si tratta di “regole” nel senso letterale del termine, ma piuttosto di linee guida che servono a far capire gli elementi di una fotografia e la loro relazione reciproca, in modo da svelarne la funzionalità compositiva nell’economia del fotogramma. Queste linee guida sono utilissime sia in fase di scatto che in fase di osservazione e valutazione di una fotografia, contribuiscono in maniera determinante a realizzare dentro di noi sia lo stimolo allo scatto che il godimento dell’immagine finale.
Proseguiamo su questa falsariga, analizzando il formato del fotogramma e come esso può influire sulla composizione di una fotografia.
- Formato rettangolare 2:3
E’ il formato più comunemente utilizzato, e quello che finora abbiamo preso in considerazione negli esempi visualizzati. Sia che si scatti [... continua ...]
L’utilità delle linee di griglia
Questa volta vedremo l’utilità di vedere ed inquadrare attraverso il mirino utilizzando la “griglia”, o “reticolo”. Una griglia non è altro che un insieme di linee ortogonali, utilissime per suddividere la scena mentre la si compone nel mirino. Molte reflex dispongono di appositi schermi di messa a fuoco intercambiabili con incisa una griglia (visualizzata poi per trasparenza nel mirino), altre lo sovrappongono al mirino in modo opzionale attraverso un menu. Altre purtroppo non hanno nessun reticolo, ma attraverso la lettura di questi esempi si può comprendere come sia utile comporre immaginando che la scena sia suddivisa in “blocchi” o “sezioni”.
Vediamo un esempio pratico, illustrando al contempo anche la cosiddetta “regola dei terzi”.
In questa foto si vede la scena inquadrata attraverso un reticolo 2X2 (due righe orizzontali e due verticali), che suddivide la scena in 6 [... continua ...]


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