In seguito alle domande di uno dei lettori del mio sito, ho deciso di scrivere questo breve articolo per illustrare l’utilizzo del flash a slitta durante un evento di cerimonia.
La cosa importantissima per imparare a fotografare con il flash è imparare a “vedere” e giudicare AD OCCHIO la qualità della luce ambiente presente. Infatti la fotocamera NON vede (e non può vedere) come l’occhio umano, sia in termini di inquadratura sia in termini (ed è questo che ci interessa maggiormente) di rapporti luci-ombre e contrasti.
Di seguito, a tal proposito, le parole del grandissimo fotografo di Magnum e National Geographic, Steve McCurry: “… Un fotografo inesperto può avere una vaga idea di cosa ci sarà nel fotogramma, ma non può previsualizzare cosa veramente ci sarà sulla stampa. Io posso guardare qualcosa e dire: “Questa luce sarà meravigliosa …. Bisogna imparare a “vedere” le cose come verranno in fotografia con gli occhi. Ci [... continua ...]
Vediamo un paio di ulteriori esempi di utilizzo di una luce supplementare durante un reportage, in particolare nel reportage di matrimonio.
Nel primo esempio è rappresentata una tipica situazione in cui la luce ambiente è totalmente assente, si è praticamente al buio. Infatti acceade spesso che le firme dopo la cerimonia si fanno in un altro ambiente, ad es. la sacrestia o una piccola cappella attigua alla navata principale. Nel luogo in cui avviene la cerimonia generalmente si ha una bella luce ambiente, sfruttabile pienamente, ma in questi ambienti purtroppo si ha spessisimo una luce insuficiente come quantità, ma soprattutto come qualità, ed è qui che interviene la luce supplementare.
La pratica comune di alzare gli ISO in questi casi non è sufficiente, perchè l’aumento della sensibilità del sensore può ovviere solo al problema della QUANTITA’ della luce presente sulla scena, ma non certo a quello della QUALITA’ della luce stessa. Occorre utilizzare [... continua ...]
- Introduzione
Spessissimo vedo fotografi sorpresi, che guardando il monitor della propria fotocamera ottengono risultati per loro inaspettati (ed insoddisfacenti); spesso mi sento chiedere: ” … ma come mai vi vengono molte foto scure? … “, oppure “ … questa fotocamera a volte mi brucia le foto …“, oppure “ … le foto che fa la mia fotocamera a 1600 ISO non sono buone …” (pur avendo la mia stessa fotocamera o anche una “superiore”).
Tutto ciò ha che fare principalmente con il non considerare uno degli elementi di base della teoria e pratica della fotografia, ovvero la “compensazione dell’esposizione”. In questo breve articolo cercherò di illustrare con un minimo di teoria e con degli esempi pratici l’origine di tutte queste problematiche comuni e ricorrenti.
- Il tono medio
La cosa FONDAMENTALE da conoscere è questa: TUTTI gli esposimetri di TUTTE le fotocamere (analogiche e digitali) vedono IN AUTOMATICO il mondo come se fosse [... continua ...]
Le moderne fotocamere digitali consentono ormai di scattare reportage in situazioni di luce ambiente impensabili solo pochi anni fa, almeno per quanto riguarda la fotografia a colori. Per questo si tende spesso a sottovalutare (o peggio, non considerare) l’utilizzo del flash, preferendo accontentarsi della luce che esiste al momento dello scatto per risolvere il problema della luce ambiente.
Utilizzo il termine “accontentarsi” non a caso. Accontentarsi di ovviare alla mancanza di luce compensando con ISO più elevati, senza rendersi conto che in effetti questo tipo di soluzione risolve solo metà del problema. Alzare gli ISO risolve il problema di quanta luce c’è, ma purtroppo non quello di come il soggetto risulta illuminato in fotografia con tale luce ambiente.
Spessisimo la luce che troviamo durante un reportage non è quella che vorremmo o che è adatta per valorizzare o descrivere compiutamente un determinato soggetto o situazione. Il tutto è chiaramente inserito nel contesto [... continua ...]






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