Olympus OM10, Olympus 50 f/1.4, pellicola Velvia 50 ISO, scanner Konika-Minolta

- Introduzione
In questo breve articolo vorrei parlare di fotografia analogica, mostrando alcuni esempi di fotografia di reportage in luce ambiente utilizzando la pellicola. Prima di affiancare il digitale all’analogico, ho fotografato per più di 10 anni esclusivamente con pellicola dipositiva a colori e pellicola negativo bianconero (a volte anche colore), e ciò continua anche oggi, per alcuni tipi di lavori fotografici. La fotografia analogica è (pur)troppo spesso trascurata dai fotografi che iniziano oggi e che utilizzano (e conoscono) esclusivamente il digitale.
- La fotografia analogica
Se è vero che ormai il digitale ha soppiantato in molti campi (sicuramente per “quantità”, e spesso anche per per qualità), la fotografia analogica, è anche vero che al giorno d’oggi ha assolutamente senso per un fotografo moderno farsi un’esperienza, anche minima, con la fotografia analogica. Dal punto di vista didattico, fotografare in analogico consente di ottenere una consapevolezza nelle scelte effettuate e nei risultati ottenuti di [... continua ...]

Sviluppare la pellicola bianconero (3)

- Introduzione
Ed eccoci finalmente giunti alla parte più interessante, lo sviluppo di un rullo vero. Spero abbiate fatto un pò di pratica secondo le indicazioni date nella puntata precedente, perchè qui si entra nel vivo ed ogni errore si paga con la perdita dei fotogrammi. In realtà vedremo che non è affatto complicato o pericoloso, basta seguire quelle due o tre regole di base e tutto procede senza intoppi, garantito. Inoltre, la soddisfazione di sbirciare attraverso strisciata di pellicola asciutta, e trovarci dopo tanta “fatica” proprio la foto che volevamo noi è veramente impagabile. Bene, iniziamo pure.
– Preparazione della chimica
Saltiamo la parte relativa al caricamento della tank, si svolge in maniera identica a quanto detto nella puntata precedente (che vi consiglio di rileggere in caso di dubbi). Diamo quindi per assodato di avere la nostra tank caricata con due pellicole e pronta per essere riempita di chimica.
La chimica si [... continua ...]

Sviluppare la pellicola in bianconero (2)

- Introduzione
In questo articolo vedremo in dettaglio il caricamento della tank e gli errori da non commettere e darò il tempo di impratichirsi con rulli di scarto e di fare tutte le domande del caso. Nella prossima puntata affronteremo invece lo sviluppo con la chimica ed un rullo vero.
Prima una cosa importante però, ho dimenticato nella puntata precedente di mettere nella “lista della spesa” un accessorio fondamentale, senza di quello è molto complicato sviluppare un rullo. Si tratta del mitico “estrattore”. E’ molto semplice da usare e costa pochissimo, si trova in tutti i negozi ben forniti, io ho quello della Ilford, credo sia il più diffuso. L’estrattore serve per estrarre la coda della pellicola rimasta all’interno del rullo dopo che l’abbiamo tolto dalla fotocamera, in modo poi da srotolarla con comodo al buio completo. Le istruzioni accluse sono molto chiare, in caso di dubbi chiedete pure; estrarre la [... continua ...]

Fotografare con la pellicola (4)

- Introduzione
Con questo articolo affrontiamo il discorso relativo alla pellicola negativa, in particolare quella a colori. Vediamone le caratteristiche principali.
- Caratteristiche
La negativa, come dice il nome, è una pellicola che produce un negativo fotografico che ha bisogno di essere stampato o scansionato (con annessa inversione) per poter essere visionato. A differenza della diapositiva, che è un prodotto finale, la negativa non produce una foto ma un prodotto intermedio, che ancora deve essere finalizzato. Questo è il grande fascino, il grande pregio, ma anche il grande difetto della negativa colore. Che vuol dire tutto ciò? Vediamo meglio.
Io dico sempre che il negativo è come lo spartito, la stampa è l’esecuzione della musica. Nel negativo ci sono (o ci dovrebbero essere) tutti i dettagli della scena inquadrata, sono lì a nostra disposizione, fissati, come le note sullo spartito. Il musicista (lo stampatore) arriva e lo suona (stampa il negativo, o lo scansiona); [... continua ...]

Fotografare con la pellicola (3)

- La proiezione
La diapositiva ha la sua ragion d’essere soprattutto se proiettata su grande schermo, è lì che dimostra la sua magnificenza ed il suo impatto, dal contenuto emozionale a mio avviso superiore a qualsiasi stampa o monitor di computer. Una bellissima fotografia, proiettata su due o tre metri di lato può far veramente commuovere, specialmente se siamo appena tornati dalle ferie ci scapperà sicuramente la lacrimuccia ….
Il modo migliore è comprare uno schermo di visione su treppiede, costa veramente poco. Con 100 Eu si prende un tre metri di lato, con 50-70 Eu un due metri di lato. Gli schermi da proiezione ci sono di due tipi: perlinato e liscio. Il perlinato ha una superficie ruvida, tipo “neve”, ed è molto più “luminoso”, le immagini sembrano risplendere di luce propria. E’ attrattivo, ma a me non piace, perchè se non è buono si vede tutta la grana [... continua ...]

Fotografare con la pellicola (2)

- Introduzione
Eccoci giunti alla seconda puntata sulla pellicola. La volta scorsa abbiamo parlato a grandi linee del rapporto tra pellicola e digitale ed abbiamo descritto per sommi capi le caratteristiche principali della pellicola, iniziando a vedere meglio la diapositiva. Oggi continueremo con la dia, non prima però di parlare dell’atteggiamento mentale della pellicola. Cos’è questo “atteggiamento mentale”?
- Pellicola, digitale, ed atteggiamento mentale
La pellicola richiede un atteggiamento mentale completamente differente rispetto al digitale. In realtà è vero il contrario. Ovvero, è il digitale che ha cambiato (purtroppo) il tipo di atteggiamento nei confronti della fotografia, portando a credere falsità del tipo che che scattare non costa niente, che con una macchina lenta a memorizzare su scheda è difficile portare a casa lo scatto buono, o che se uno non ha l’autofocus dinamico di ultima generazione a 128 punti non riesce a fare un ritratto; oppure portando a credere che con il [... continua ...]

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